Il legno di Tasso - arceriastorica

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I legni per arco
Corteccia del tasso
Particolare dei frutti e foglie del Tasso
Alburno e durame Tasso
Tasso

Albero della famiglia delle Conifere di medie dimensioni (10-15 metri), ad accrescimento lentissimo sebbene all'inizio non si veda, con tronco robusto e corteccia bruno-rossiccia che si desquama in sottili lembi; E' una sua grande proprietà il fatto di non possedere canali resiniferi e quindi non produce resina. Pianta molto longeva che può superare i 2000 anni come si può dimostrare nel piccolo villaggio di Llangernyw, in Galles, dove si trova un Tasso che si ritiene abbia 4000 anni!.. Si può trovare nella zona montana delle Alpi e dell'Appennino non molto frequentemente, altrove si trova come pianta ornamentale di grandi parchi.

Le foglie sono spesse, lineari con un apice appuntito, verdi superiormente e biancastre inferiormente. E' una pianta dioica che produce semi avvolti da un arillo carnoso rosso, mentre tutte le altre parti dell'albero sono velenose, in particolare il seme e le foglie; per questo è detto anche albero della morte

E' uno dei legni più usati nel Mediovo per fabbricare un arco, adatto pressochè ad ogni tipo di geometria, documentato ininterrottamente dal Neolitico al Rinascimento dove proprio a cavallo conobbe il suo massimo splendore nella Battaglia dei Cent'anni usato dagli Inglesi intensamente tanto che importavano le doghe anche da altri paesi dell'Europa, per esempio dall'Italia e dalla Spagna, dove cresceva il legno migliore. Si usava anche il legno inglese ma non era tenuto in grande considerazione.

Si presenta con alburno biancastro e durame rosso venato finemente e provando a lavorarlo vi renderete conto che non può essere definito un legno duro. La risposta agli strumenti da taglio ricordano più da vicino i caratteri dei legni di Conifera come il Pino o il Larice ma a differenza di questi il legno di Tasso è infatti notevolmente flessibile ed elastico. La tecnica più comune nel Medioevo per l'utilizzo del legno di Tasso consisteva nel realizzare l'arco da uno spicchio longitudinale di tronco o ramo stagionato, in modo che il dorso dell'arma fosse costituito dall'alburno che presenta delle caratteristiche da legno perfetto quali la resistenza alla trazione e al deperimento e il ventre da durame resistente alle forze di compressione che si vengono a creare sul ventre. Generalmente la corteccia veniva asportata dalla doga mettendo a nudo la superficie più esterna del legno senza intaccare gli anelli di accrescimento, allo scopo di garantire la massima continuità al dorso dell'arco che se non viene rispettato si creerà un punto debole dove l'arco potrebbe spezzarsi.

Questa espediente non era causale ma dettato da una conoscenza precisa del materiale grezzo. L'esperienza pratica ha dimostrato che la proporzione tra alburno e durame in un arco di Tasso non influisce sensibilmente sull'efficacia dell'arma. L'alburno può costituire da un quarto sino alla metà del volume dell'arco stesso. Infatti in ogni caso la parte in compressione dell'arco sarà comunque formata da durame che svolgerà la propria funzione senza impedimenti.

Arco in Tasso con doga in Tasso
Alburno e durame legno di Tasso
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